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Editoriale

La festa di San Valentino definita da sempre la festa degli innamorati

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Prima di parlare di festa degli innamorati bisognerebbe parlare di amore. E quindi, per disquisire sull’argomento bisognerebbe provare a ricordate quando si parla d’amore che tipo di definizione poter dare: - Affetto intenso, assiduo, fortemente radicato per qualcuno. Amore materno, paterno. Amor proprio, orgoglio. Andare d'accordo, non avere alcun contrasto. - Sentimento, affetto che comporta anche attrazione sessuale. Passione, attrazione. Amore adolescenziale, romantico. Amore libero, fuori da legami istituzionali e convenzioni sociali. Fare l'amore con qualcuno. Avere un rapporto sessuale. Amore platonico, casto, ispirato alla teoria platonica dell'amore come contemplazione del bello ideale.

Queste alcune delle definizioni del vocabolario della lingua italiana. Come si può natare parla di amore visto da diverse prospettive ed alternative, facendo un distinguo di intensità, in base al grado di parentela, oppure materiale e platonico. Qualcuno definisce l’amore come l’arcobaleno per distinguere attraverso i colori l’intensità o la differenza tra l’amore verso il padre, la madre o quello vero è proprio verso la moglie, l’amante o la compagna che si completa attraverso l’atto sessuale. E forse in quest’ultimo caso si può parlare della più alta forma d’amore, amore vero e proprio, o amore completo.

Perché San Valentino è il santo degli innamorati? Sono molte le storie legate alla vita di San Valentino che hanno contribuito ad unire il suo nome con quello degli innamorati. Una di queste storie racconta che un giorno il santo incontrò due giovani che stavano litigando. Si avvicinò a loro con una rosa e li invitò a tenerla unita nelle loro mani, un gesto che li fece riconciliare subito. Secondo una variante della storia, invece, San Valentino avrebbe fatto tornare l'amore tra i due giovani facendo volare intorno a loro diverse coppie di piccioni. Da qui si sarebbe diffusa anche l'espressione "piccioncini" per riferirsi alle coppie di innamorati che si scambiano effusioni d'amore.

Un'altra storia, racconta di come San Valentino, quando già era stato nominato Vescovo di Terni, abbia celebrato il matrimonio tra Serapia, giovane cristiana molto malata, ed il centurione romano Sabino. I genitori di Serapia non erano favorevoli al matrimonio, ma Valentino, chiamato dal soldato al capezzale della ragazza, avrebbe prima battezzato il centurione e poi celebrato le nozze San Valentino.

Per dare una parvenza ironica alla festa di San Valentino i ragazzini, per giocare, spesso ripetevano un detto che recitava testualmente: “San Valentino la festa di ogni cretino che pensa di essere amato, invece rimane fregato”.

L’era del consumismo dà una valutazione alla festa sotto l’aspetto economico finanziario, visto che diventa un’occasione per comprare un regalo e quindi spendere dei soldi.

In definitiva, al di là delle definizioni librarie o delle diverse filosofie di pensiero, forse questa festa se vista in funzione soltanto di questa occasione, non ha nessuna valenza, perché amare una persona o dimostrare di amarla non deve essere agganciata ad una data di calendario. Bisognerebbe semplicemente ricordare che la festa di San Valentino o quella degli innamorati come dir si voglia, dovrebbe essere contemplata tutti i giorni e verso tutte le persone alle quali si è legati. Diventa fine a se stesso festeggiare un sentimento perché legato ad un giorno specifico e poi magari non vivere la quotidianità di tutti i giorni attraverso uno sguardo, un gesto, una premura o un qualsiasi atto che esterna l’affetto che si prova verso la persona o le persone amate.

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Questo è un editoriale pubblicato il 14-02-2024 alle 21:22 sul giornale del 15 febbraio 2024 - 14 letture






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