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Editoriale

Le aspettative di questo 2024 appena iniziato.

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Ci eravamo lasciati con i saluti, il resoconto di fine anno e gli auspici per questo 2024, adesso, appena iniziato.

Di solito, come scritto nel precedente articolo, si fanno sempre discorsi di circostanza e molto spesso si finisce per fare retorica. Si dice che le citazioni famose, essendo frutto di millenaria esperienza, rivelino delle grandi verità e , comunque, il ritornello è sempre lo stesso, cioè che l’anno nuovo sia migliore di quello vecchio, che se per errore salta una “n” ed al posto di anno si scrive ano, qualcuno potrebbe intendere che nella vita se non c’è un po’ di ano, alias fortuna, non si va da nessuna parte, oppure “La speranza è l’ultima a morire”, “Chi di speranza vive disperato muore”, “Si la furtuna nun ti dici ettati ‘nterra e cogli vavaluci” cioè “Se la fortuna non ti sorride buttati a terra e raccogli lumache” e mille altri proverbi. Per essere invece un po’ più concreti e realisti, le considerazioni che vengono da fare sono:

  • Che non ci sono più regole e che si vive in un mondo che come detto altre volte, sta andando alla deriva.
  • Che oggi si vuol fare apparire normale ciò che normale non è.
  • Che si sta andando avanti per forza d’inerzia perché sono venuti a mancare gli stimoli.
  • Che una volta quello che creavano i genitori lo continuavano i figli ed oggi invece non riescono neppure a mantenerlo.
  • Che i giovani, figli purtroppo di una società malata, neppure loro hanno voglia di far nulla e vegetano anziché vivere.

Si potrebbe continuare all’infinito ma giusto per non fare affermazioni gratuite, bisogna ribadire dei concetti, nonostante si torni a fare retorica ed a percorrere luoghi comuni.

Le famose agenzie educative e formative per eccellenza sono da sempre state rappresentate dalla famiglia, dalla scuola e dalla chiesa.

Percorriamole ad uno ad uno iniziando a fare la prima, breve, disamina sulla famiglia. Come al solito, oggi ciò che manca è la via di mezzo, visto che nei secoli si è passati da un eccesso ad un altro. Ciò che veniva contestato da tutti, cioè il concetto di famiglia patriarcale o matriarcale, come dir si voglia, visto che a quanto pare creava traumi, o danni irreversibili. Oggi l’era moderna, caratterizzata dalle famiglie, non famiglie, quelle allargate, quelle come dicevano i nonni, senza municipio, si sono completamente defilate dal ruolo educativo e non rappresentano più, per i propri figli, un punto di riferimento sul quale attenersi. Ovviamente torniamo a ribadire il concetto di prima che non vigono più regole.

L’altra imponente agenzia formativa è la scuola, che ha sempre rappresentato il punto di riferimento per l’educazione la formazione e l’inserimento nella vita sociale dell’essere umano. Oggi purtroppo si sta assistendo al declino anche di questo altro riferimento. La prima considerazione, visto che dei ragazzi ne abbiamo già parlato, va fatta sugli insegnati che, ovviamente con le debite eccezione, va detto non sono più quelli di una volta. Va ovviamente evidenziato l’approccio o il mancato dialogo, ormai inesistente sia con gli alunni ma ancor peggio con i genitori.

Il terzo importante riferimento rappresentato appunto dalla chiesa, forse sarebbe meglio non citarlo proprio. Non si sa, se ancora la chiesa merita ancora di avere il ruolo istituzionale che aveva. Se poi si fa riferimento alla categoria rappresentata dal clero, l’unica considerazione che si può fare è “no comment”.

Alla luce di queste angoscianti e per niente rassicuranti premesse, l’unica grande affermazione che si può esternare, sempre per concludere rimanendo in tema di citazioni, è “Che Dio c’è la mandi buona”.

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Questo è un editoriale pubblicato il 03-01-2024 alle 18:52 sul giornale del 04 gennaio 2024 - 16 letture






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