Sbarchi continui a Lampedusa, parroco: "Isola stanca e delusa ma continua ad aiutare"

2' di lettura 18/02/2023 - (Adnkronos) - La parola "emergenza", sull'isola di Lampedusa, sono stanchi di sentirla. Promesse, parole, dichiarazioni di vicinanza, che si susseguono di giorno in giorno, di mese in mese, di anno in anno, mentre sulla grande delle Pelagie la situazione rimane sempre la stessa.

"Gli sbarchi non sono più un'emergenza, quello è un contesto che qui abbiamo superato da tempo - dice all'Adnkronos il parroco dell'isola don Carmelo Rizzo - Gli arrivi di migranti sono continui, senza sosta e anche ripetere che l'hotspot è al collasso ormai è dir poco". Ieri sera nel centro di contrada Imbriacola si contavano 2.100 persone. Un numero impressionante per una struttura che ha una capienza inferiore ai 400 posti. E già stamattina il numero sfiorava i tremila.

"I trasferimenti non riescono a tenere il passo degli arrivi - continua don Carmelo - Le navi partono per Porto Empedocle tentando di ridurre la pressione sull'hotspot ma gli arrivi a bordo di barchini o con i mezzi della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza sono talmente massicci che per l'isola non c'è sollievo". "Non c'è neanche il tempo per scaldarli, per fargli togliere i vestiti inzuppati e dargli abiti puliti che già ne arrivano altri", racconta.

E i lampedusani "sono stanchi, delusi, ma continuano a offrire il loro aiuto. Mai come in questi giorni sono arrivati tanti bambini e gli isolani si sono subito prodigati per trovare vestiti, scarpe, cibo". Ma i disagi sull'isola sono tanti e anche fra i più elementari. "C'è la spazzatura, che con oltre duemila persone nell'hotspot supera di gran lunga la capacità di smaltimento dell'isola - spiega il parroco - Ci sono i vestiti bagnati con cui queste persone arrivano e che vanno portati via: abbiamo calcolato che in un giorno raccogliamo di abiti da buttare quello che gli isolani raccoglierebbero in un anno".

E poi ci sono i pescatori che vanno in mare con dubbi e paure. "Non sanno cosa li aspetta nella notte - racconta - Hanno paura di scontrarsi con i resti dei barchini lasciati alla deriva e danneggiare le loro barche, di trovarsi davanti a carrette del mare cariche di persone disperate e impaurite che chiedono aiuto o di recuperare corpi senza vita con le loro reti". "Lampedusa assiste da sempre alle promesse che vengono fatte ai suoi sindaci, ai suoi abitanti, e che mai vengono mantenute - conclude don Carmelo, che non è un lampedusano ma che quest'isola e i suoi abitanti ha imparato a conoscerli - C'è una stanchezza mista a delusione ma i lampedusani continuano ad avere voglia di fare e di aiutare. In loro vedo tanta determinazione".






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 18-02-2023 alle 19:52 sul giornale del 20 febbraio 2023 - 26 letture

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