Rimpasto nella Giunta regionale: entrano Scilla e Zambuto, fuori l'unica donna

2' di lettura 30/12/2020 - Annunciato da tempo, il mini rimpasto nella Giunta regionale guidata da Nello Musumeci è arrivato

Si tratta di un cambio della guardia tra esponenti di Forza Italia, richiesto dal coordinatore siciliano del partito Gianfranco Miccichè. Il mazarese Toni Scilla prende il posto di Edy Bandiera come assessore all'Agricoltura e pesca, l'ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto va alle Autonomie locali e Funzione pubblica. Zambuto subentra all’unica donna nella Giunta Musumeci, Bernardette Grasso, scatenando le polemiche.

Aurora Ferreri, componente della Direzione regionale del Pd, va all'attacco: "Che durante una pandemia, con la Sicilia che affonda, il presidente Musumeci si occupi di rimpasti e poltrone è già un fatto grave al quale si aggiunge la totale eliminazione della rappresentanza femminile all'interno del proprio governo". "Non si tratta - spiega - di mere quote rosa, ma di totale mancanza di rispetto nei confronti delle competenze politiche e professionali delle donne, al di là di ogni ulteriore differenziazione. Proprio per questo mi aspetto una condanna unanime, anche da parte delle donne del centrodestra".

Prendiamo atto - aggiunge - dell'ennesimo gesto di ipocrisia del centrodestra che insieme a noi ha approvato trionfalmente la legge regionale che vuole un terzo delle donne in Giunta. La legge entrerà in vigore dalla prossima legislatura ma Musumeci e la sua maggioranza ci hanno già dato prova del fatto che non intendano rispettarla, motivo in più per mandare a casa queste destre inadeguate e maschiliste".

"Con l'esercizio provvisorio in alto mare e la Sicilia a rischio di default finanziario, l'unico pensiero del Presidente Musumeci in queste settimane è stato il rimpastino della Giunta, condizione necessaria per portare a casa l'approvazione della manovra di fine anno". Così il Presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava.

"In un grottesco travisamento delle forme politiche e della sostanza democratica, Musumeci inaugura la prima giunta integralmente al maschile, virile rimembranza del ventennio fascista in cui alle donne non era neppure concesso di votare. Sarà il caso - aggiunge - che di questa offesa giuridica e culturale si occupi anche il Presidente Mattarella, a meno che l'Autonomia siciliana debba essere intesa anche come extraterritorialità rispetto alla civiltà del diritto e della storia".

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Questo è un articolo pubblicato il 30-12-2020 alle 17:14 sul giornale del 31 dicembre 2020 - 161 letture

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